Startup e bioeconomia: dove nasce l’innovazione sostenibile
Le startup sono il punto di incontro tra ricerca scientifica, nuove tecnologie e applicazione concreta nei settori chiave della bioeconomia. Intesa Sanpaolo Innovation Center contribuisce a promuoverne lo sviluppo con il programma di accelerazione Terra Next.
La bioeconomia in Italia: un ecosistema in crescita
Nel 2025 la bioeconomia in Italia ha raggiunto un valore di 433,3 miliardi di euro, pari a circa il 10% dell’economia nazionale, con oltre 2 milioni di occupati.
Questi dati raccontano un sistema già solido, ma anche profondamente radicato nei territori. La bioeconomia si configura infatti come un metasettore trasversale, che integra filiere tradizionali (agroalimentare, legno e carta) con comparti ad alta intensità tecnologica (chimica bio-based e farmaceutica).
È proprio questa dimensione “ibrida” a renderla un terreno fertile per l’innovazione e per la nascita di nuove startup, ma anche fortemente connessa alle specificità locali.
Bioeconomia e territori: un modello a forte base regionale
Uno degli elementi distintivi della bioeconomia italiana è la sua forte dimensione territoriale. Il contributo del settore non è omogeneo, ma varia significativamente tra le regioni, riflettendo le diverse specializzazioni produttive, la disponibilità di risorse naturali e le vocazioni industriali locali.
Le regioni del Nord, in particolare Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, si distinguono per un’elevata capacità di generare valore aggiunto, grazie alla presenza di filiere industriali evolute e integrate. In molte regioni del Centro-Sud la bioeconomia assume un ruolo rilevante soprattutto in termini di occupazione, legata in particolare ai comparti agricoli e agroalimentari.
Questa eterogeneità mostra come la bioeconomia non sia un modello unico, ma un ecosistema che si adatta alle caratteristiche dei territori, valorizzandone le specificità e contribuendo allo sviluppo locale. In questo senso, rappresenta anche uno strumento per ridurre i divari territoriali, favorendo nuove opportunità di crescita in aree meno industrializzate.
Il ruolo delle startup nella bioeconomia italiana
Il contesto internazionale, segnato da tensioni geopolitiche e criticità nelle supply chain rende ancora più evidente la necessità di modelli economici alternativi. La bioeconomia, grazie alla sua capacità di sostituire le fonti fossili con risorse rinnovabili e di valorizzare le risorse locali, rappresenta una risposta sistemica a queste sfide. Le startup sono il motore di questa trasformazione perché introducono innovazioni radicali, accelerano il trasferimento tecnologico e creano nuove filiere e mercati.
Lo sostiene il 12° rapporto sulla bioeconomia in Europa, presentato a Roma alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il 16 giugno e realizzato dal Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con il Cluster SPRING e con il contributo di Intesa Sanpaolo Innovation Center, (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno), SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno) e l’Università della Campania Luigi Vanvitelli.
Nel capitolo del Rapporto dedicato alle startup, redatto da Intesa Sanpaolo Innovation Center, risulta che in Italia sono state individuate 707 startup innovative della bioeconomia, pari al 6,2% del totale delle startup innovative registrate. Si tratta di un numero significativo, che evidenzia come il settore stia diventando sempre più attrattivo per imprenditori, ricercatori e investitori.
Una distribuzione territoriale diffusa
Le startup della bioeconomia sono presenti su tutto il territorio nazionale, ma con una concentrazione maggiore in alcune regioni chiave, tra cui Lombardia, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Veneto.
Accanto a queste, emergono anche regioni con una forte specializzazione, come Sardegna, Calabria, Trentino-Alto Adige, Umbria e Molise, a dimostrazione del legame profondo tra bioeconomia e vocazioni territoriali. Questo dato è coerente con il quadro più ampio della bioeconomia italiana: innovazione e imprenditorialità tendono a svilupparsi in continuità con le filiere locali, rafforzando i sistemi produttivi regionali.
Startup e tecnologia: un’innovazione sempre più scientifica
Uno dei tratti più rilevanti delle startup della bioeconomia è la loro forte intensità tecnologica. Oltre la metà di queste imprese opera infatti nella ricerca e sviluppo e nelle attività tecnico-scientifiche, confermando il ruolo centrale della scienza e dell’innovazione nel settore.
Questo significa che molte startup non si limitano a sviluppare nuovi prodotti, ma lavorano su nuove tecnologie, processi produttivi avanzati e modelli di gestione delle filiere, contribuendo a rendere la bioeconomia sempre più sofisticata e competitiva.
I principali trend innovativi
L’analisi delle startup consente anche di individuare i trend tecnologici emergenti nei diversi ambiti della bioeconomia.
Agroalimentare. Stanno emergendo soluzioni che rispondono sia a esigenze nutrizionali sia a sfide ambientali. Accanto alla nutraceutica e ai functional food, che puntano a migliorare il benessere attraverso alimenti ad alto valore aggiunto, si diffondono nuove biomasse e sistemi produttivi innovativi, come l’acquacoltura avanzata. Allo stesso tempo, cresce l’interesse per fonti proteiche alternative, come alghe e insetti, che permettono di ridurre l’impatto ambientale della produzione alimentare e di diversificare l’offerta, aprendo nuove opportunità di mercato
Chimica e materiali. L’innovazione si concentra sulla sostituzione delle risorse fossili con alternative rinnovabili. Le startup stanno sviluppando biomateriali avanzati e soluzioni di packaging sostenibile, con un’attenzione crescente alla riciclabilità e alla riduzione degli sprechi. Parallelamente, si diffondono fertilizzanti organici e processi di fermentazione biologica, che consentono di trasformare biomasse e scarti in prodotti a maggiore valore aggiunto, contribuendo alla costruzione di filiere più circolari ed efficienti.
Moda e manifattura. L’attenzione si sposta sempre più verso materiali ecosostenibili, derivati da risorse naturali o da processi a basso impatto ambientale, e verso filiere produttive più trasparenti e responsabili. Le startup giocano un ruolo chiave in questo cambiamento, introducendo soluzioni che permettono di ridurre l’impronta ambientale dei prodotti e di rispondere alla crescente sensibilità dei consumatori verso sostenibilità e tracciabilità.
Tecnologie abilitanti. L’intelligenza artificiale e gli strumenti digitali stanno diventando sempre più centrali per ottimizzare i processi produttivi, monitorare le filiere e migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse. Grazie a queste tecnologie, è possibile gestire sistemi complessi, come quelli della bioeconomia, in modo più preciso e sostenibile, riducendo costi, sprechi e impatti ambientali.
Terra Next, l’ecosistema a supporto della crescita delle startup e degli scaleup della Bioeconomia
Terra-Next è l’acceleratore italiano dedicato alla Bioeconomia e alla sostenibilità ambientale promosso da CDP Venture Capital e Intesa Sanpaolo Innovation Center (co-ideatore e promotore) nell’ambito della Rete Nazionale Acceleratori. Nato nel 2022 per sostenere la crescita di startup innovative ad alto impatto tecnologico, Terra Next rappresenta uno dei principali strumenti italiani di supporto all’innovazione nei settori delle biotecnologie industriali, dell’economia circolare e dell’agritech, grazie a un approccio concreto che connette start-up, territori e imprese in un percorso strutturato di crescita e collaborazione.
Queste le evidenze concrete dell’impatto positivo delle tre edizioni di Terra-Next 2022-25
- 22 startup accelerate in tre batch annuali
- € 13 mln di capitale raccolto dalle startup
- 90+ posti di lavoro creati
- 200+ Proof of Concept (PoC) realizzati con le aziende
A fine 2025, nell’ambito di Terra Next, è nato lo Scale-Up Program, un nuovo percorso promosso da Intesa Sanpaolo Innovation Center per accompagnare le startup italiane della bioeconomia nella sfida della strutturazione, della crescita e dell’espansione sui mercati nazionali e internazionali.
Il programma ha come obiettivo principale la valorizzazione di tre startup della BioEconomia selezionate in base al potenziale di crescita tra le accelerate dei precedenti percorsi di Terra-Next.
Uno sguardo al futuro
La crescita delle startup nella bioeconomia fa parte di una trasformazione più ampia del sistema produttivo europeo.
Per coglierne pienamente il potenziale sarà fondamentale rafforzare le connessioni tra ricerca, imprese e territori, favorire lo sviluppo di filiere integrate e sostenere l’adozione di tecnologie bio-based.
In questo percorso, la bioeconomia può diventare non solo un settore strategico, ma un nuovo modello di sviluppo territoriale, capace di combinare crescita economica, sostenibilità ambientale e valore per le comunità.