Joint lettera sul Circular Economy Act: la voce del business europeo
La joint business letter, indirizzata alla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen e ai principali Commissari, rappresenta una presa di posizione condivisa da imprese e organizzazioni che chiedono all'Unione europea un impianto normativo capace di rendere la circular economy una vera leva di competitività industriale, resilienza delle filiere e innovazione. Il documento richiama l'esigenza di regole armonizzate, strumenti economici coerenti e condizioni di mercato che rendano più semplice e conveniente scalare soluzioni circolari in tutti gli Stati membri.
All'interno di questo percorso, Intesa Sanpaolo, con il coinvolgimento e il supporto della Direzione Institutional Affairs, e Intesa Sanpaolo Innovation Center ha contribuito alla stesura e alla sottoscrizione della joint letter, affermando il posizionamento del Gruppo nel confronto con istituzioni, regolatori e stakeholder europei. Il documento è stato sottoscritto da Jacques Moscianese - Executive Director Institutional Affairs del Gruppo.
Un contributo che si inserisce in una strategia di lungo periodo che considera la Circular Economy come paradigma trasformativo del sistema economico -produttivo, capace di orientare investimenti verso la trasformazione sistemica delle catene del valore e dei modelli di business, riducendo i rischi finanziari e creando maggiore valore economico, sociale e ambientale. Questa visione strategica è confermata dalle recenti ricerche promosse da Intesa Sanpaolo Innovation Center e dall’Università Bocconi che evidenziano come i modelli di business circolari possano portare alla riduzione del rischio finanziario delle imprese e al miglioramento del profilo rischio-rendimento degli investimenti.
Come confermato dal recente rinnovo della partnership Intesa Sanpaolo – Ellen MacArthur Foundation, il Gruppo intende proseguire il proprio impegno a supporto della transizione circolare attraverso lo sviluppo di strumenti finanziari dedicati e l’erogazione linee di credito per la trasformazione circolare. A queste iniziative si affiancano attività di advocacy, formazione e divulgazione, servizi di advisory e programmi di open innovation fondati sul coinvolgimento e sulla collaborazione tra istituzioni, imprese, startup, università e centri di ricerca.
I principali contenuti della joint letter
Il gruppo di imprese firmatarie sostiene il futuro CEA come strumento fondamentale per rafforzare competitività, decarbonizzazione industriale e resilienza economica dell’Europa.
Molte aziende stanno già adottando soluzioni circolari per ridurre la propria dipendenza da materie prime vergini, attenuare l’esposizione alla volatilità dei prezzi delle materie prime e alle interruzioni delle forniture dovuti anche alle tensioni geopolitiche, migliorare la resilienza operativa, diversificare gli approvvigionamenti e i garantendo al contempo un allineamento agli obiettivi di sostenibilità ambientale
Tuttavia, la transizione continua ad essere frenata da frammentazione normativa, mancanza di armonizzazione e strumenti economici che spesso penalizzano i modelli circolari rispetto a quelli lineari.
Secondo i firmatari il CEA dovrebbe contribuire alla creazione di un vero mercato unico europeo per le soluzioni circolari, integrando pienamente la circolarità nella strategia industriale e abilitando la scalabilità di attività e modelli di produzione e consumo come riuso, riparazione, ricondizionamento, remanufacturing, product-as-a-service, riciclo e uso di materie prime seconde.
Il testo individua tre priorità principali
- Costruire un mercato unico per le soluzioni circolari
è necessario un quadro normativo più semplice e armonizzato, con definizioni europee chiare su rifiuti e attività circolari; criteri condivisi per l’end-of-waste (la cessazione della qualifica di rifiuto); procedure più snelle per la circolazione transfrontaliera di prodotti usati, componenti e materiali secondari; e una maggiore convergenza dei sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR)
- Creare condizioni economiche e di domanda più eque
Il CEA dovrebbe contribuire a correggere gli svantaggi di costo iniziale e i rischi di doppia imposizione che penalizzano i modelli circolari. Le misure richieste includono riforme dell’IVA, criteri circolari armonizzati negli appalti pubblici e altri incentivi economici coordinati tra livello europeo e nazionale in grado di orientare la domanda verso prodotti, servizi e modelli di business circolari.
- Sbloccare i finanziamenti privati e rafforzare le filiere
Per scalare le soluzioni circolari è sviluppare strumenti finanziari in grado di mobilitare il capitale privato necessario a sostenere la crescita di soluzioni circolari, innovazione e infrastrutture, migliorando la sostenibilità economica e il profilo di rischio dei modelli di business circolari. Parallelamente servono meccanismi in grado di garantire una maggiore certezza del mercato, ad esempio attraverso la creazione di una piattaforma europea per i materiali secondari che contribuirebbe ad aggregare la domanda, aumentare la trasparenza e garantire una maggiore visibilità sui prezzi.
In conclusione, il CEA rappresenta un’occasione decisiva per abilitare la creazione di un mercato circolare europeo con importanti benefici in ambito di sicurezza economica e di vantaggio competitivo di lungo termine per le imprese.