Materie prime critiche: il report ICESP

3 Luglio 2026
Circular Economy, Pubblicazioni, Innovation

Intesa Sanpaolo Innovation Center tra i contributori del Focus Strategico ICESP 

La disponibilità di materie prime critiche e strategiche è oggi una delle principali sfide industriali, ambientali e geopolitiche per l’Europa. Transizione energetica, digitalizzazione, difesa, aerospazio e filiere tecnologiche avanzate dipendono infatti da materiali spesso concentrati in pochi Paesi e soggetti a rischi di approvvigionamento, volatilità dei mercati e tensioni geopolitiche.

In questo scenario si inserisce il report “Dalla Dipendenza alla Circolarità: il ruolo strategico delle materie prime critiche”, pubblicato dalla Piattaforma Italiana degli Stakeholder per l’Economia Circolare — ICESP. Intesa Sanpaolo Innovation Center ha partecipato ai lavori in qualità di membro del Focus Strategico “Materie Prime Critiche”, contribuendo alla raccolta e analisi delle buone pratiche e al dialogo tra stakeholder industriali, istituzionali e di ricerca.

Il report analizza il ruolo crescente delle materie prime critiche nelle politiche e strategie industriali europee e mette in evidenza il contributo dell’economia circolare come leva concreta per rafforzare resilienza, competitività e autonomia strategica delle filiere produttive.

MATERIE PRIME COLORE BLUE MATERIE PRIME COLORE BLUE

Materie prime critiche: una priorità industriale e strategica per l’Europa

ll report evidenzia come le materie prime critiche siano oggi indispensabili per la transizione green e digitale, oltre che per settori strategici come difesa, aerospazio ed elettronica avanzata. La vulnerabilità europea non deriva esclusivamente dalla scarsità fisica delle risorse, ma dalla combinazione di più fattori: concentrazione geografica delle forniture, aumento della domanda globale, instabilità geopolitica e forte dipendenza dalle importazioni extraeuropee.

In tale contesto, l’economia circolare assume un ruolo cruciale per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e ridurre l’esposizione delle filiere europee. Riciclo, urban mining, ecodesign, sostituzione dei materiali, valorizzazione delle materie prime seconde e ripensamento dei modelli di business diventano strumenti fondamentali per trattenere valore nei sistemi produttivi e ridurre la dipendenza da fonti primarie esterne.

Un quadro normativo europeo sempre più operativo  

Il report mostra come il quadro normativo europeo stia entrando in una fase più concreta e attuativa. Il Critical Raw Materials Act introduce obiettivi al 2030 per estrazione, trasformazione e riciclo, mentre iniziative come ResourceEU e il futuro Circular Economy Act contribuiscono a integrare il tema delle materie prime critiche nelle politiche industriali, ambientali e di innovazione.

Questa evoluzione conferma il passaggio da una logica prevalentemente emergenziale ad una strategia più strutturata, nella quale sicurezza economica, competitività industriale e transizione circolare diventano dimensioni sempre più  interdipendenti.

Il potenziale innovativo dell’Italia: buone pratiche e tecnologie emergenti

In questo contesto, l’Italia può assumere un ruolo di rilievo, in particolare grazie alla propria specializzazione nel recupero e nella valorizzazione delle materie prime seconde.

I progetti strategici italiani riconosciuti a livello europeo si concentrano infatti su ambiti come il recupero e riciclo di batterie, RAEE e catalizzatori esausti, il recupero di metalli da rifiuti industriali, l’estrazione di terre rare da magneti permanenti e la valorizzazione di metalli strategici. Si tratta di una traiettoria coerente con un modello industriale fondato sul recupero di valore, sulla circolarità delle filiere e sulla riduzione della dipendenza da materie prime vergini.

Inoltre, il report presenta numerose buone pratiche di startup italiane impegnate nello sviluppo di tecnologie e modelli di business a supporto della circolarità delle materie prime critiche, con soluzioni dedicate al recupero e alla valorizzazione di materiali strategici da batterie, pannelli fotovoltaici, RAEE, grafite e altri flussi complessi.  

La maggior parte delle pratiche presenta livelli di maturità tecnologica compresi tra TRL 5 e TRL 7: tecnologie già validate o dimostrate, ma che necessitano ancora di scale-up, industrializzazione e accesso a capitali adeguati.

Questo conferma l’esistenza di un ecosistema italiano promettente, ma anche la necessità di trasformare iniziative puntuali in catene del valore solide, scalabili e competitive.
 

Il futuro CE Act: una cornice regolatoria per accelerare la transizione circolare

Il report evidenzia alcune criticità che limitano la diffusione su scala industriale delle soluzioni circolari: accesso ai finanziamenti, incertezza normativa, complessità autorizzative, assenza di definizioni armonizzate per l’end-of-waste e necessità di investimenti iniziali significativi.

In questa prospettiva, il futuro Circular Economy Act potrà rappresentare un quadro di riferimento sistemico per creare condizioni di mercato più stabili, armonizzare il contesto regolatorio e favorire lo sviluppo delle filiere circolari. La creazione di un mercato più maturo per le materie prime seconde sarà infatti essenziale per rendere economicamente sostenibile il passaggio dalla sperimentazione alla scala industriale.
 

Approccio sistemico e cooperazione tra stakeholder: il ruolo di ICESP e Intesa Sanpaolo Innovation Center

Infine, una delle principali sfide evidenziate dal report è la scalabilità di tecnologie promettenti e buone pratiche in filiere industriali strutturate e attrattive per il mercato. Questo richiede un approccio sistemico, capace di integrare conoscenza delle catene del valore, innovazione tecnologica, progettazione circolare e cooperazione continuativa tra imprese, ricerca, istituzioni, finanza e policymaker.

In questo contesto, il focus strategico “Materie Prime Critiche” di ICESP rappresenta uno spazio di confronto e coordinamento tra imprese, ricerca, istituzioni e stakeholder, con l’obiettivo di mappare le buone pratiche a livello nazionale, intercettare i fabbisogni industriali e favorire la costruzione di filiere più resilienti e circolari.

Il contributo di Intesa Sanpaolo Innovation Center si colloca all’interno di questa visione, supportando lo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione capace di accelerare e scalare l’adozione di tecnologie e modelli di business circolari.