Startup Tales | Come KRILLMAT produce materiali circular e bio-based per l’industria

5 Giugno 2026
Innovation Center, Startup Development, Startup Tales, startup

KRILLMAT è una material company italiana fondata nel 2018 con l’obiettivo di sviluppare materiali bio-based per applicazioni industriali, contribuendo alla progressiva riduzione della plastica petrolchimica nella biosfera.

Alla base del progetto vi è una domanda concreta: come valorizzare sottoprodotti dell’industria agroalimentare, trasformandoli in risorse capaci di generare valore all’interno delle filiere produttive? Da questo obiettivo nasce REKRILL®, una tecnologia proprietaria che consente di convertire matrici di origine vegetale, tra cui gusci di nocciola, scorze di agrumi, vinaccia e fondi di caffè, oltre ad altre biomasse selezionate, in materiali termoplastici ad alte prestazioni, progettati per rispondere a requisiti tecnici compatibili con l’industria.

“Il nostro approccio parte da un principio molto semplice: intervenire a monte del problema, ripensando l’origine stessa dei materiali,” spiega Ivan Calimani CEO e founder. “La sostenibilità diventa efficace solo quando è in grado di integrarsi nei processi industriali esistenti”.

A differenza di molte bioplastiche, che si basano su coltivazioni dedicate, il modello sviluppato si fonda sull’utilizzo di risorse già disponibili, evitando la competizione con la filiera alimentare e contribuendo a un uso più efficiente delle materie esistenti.

materiali materiali

Origini e crescita di KRILLMAT: dal design alla produzione di materiali

Le origini dell’azienda si collocano nel contesto di Expo Milano 2015, momento in cui temi come alimentazione, sostenibilità e innovazione hanno contribuito a orientare una riflessione sul valore delle risorse già disponibili.

In questo scenario emergono due criticità strettamente connesse: da un lato lo spreco di sottoprodotti dell’industria alimentare, dall’altro l’impatto ambientale generato dall’utilizzo diffuso di plastiche di origine petrolchimica. A partire da questa consapevolezza prende forma una domanda destinata a guidarne lo sviluppo: come trasformare materiali già disponibili in nuove soluzioni capaci di ridurre lo spreco di risorse e l’impatto dei materiali convenzionali.

Materiali come bucce d’arancia, fondi di caffè e residui vegetali, generalmente considerati elementi a fine ciclo, rappresentavano un potenziale materico ancora poco esplorato.

Fabbrica Fabbrica

Nel 2018 nasce Krill Design, fondata da Ivan Calimani insieme a Yack Di Maio e Martina Lamperti con un primo focus su design, stampa 3D e ricerca sui materiali. Il progetto prende forma dall’integrazione di tre percorsi complementari: l’esperienza manageriale e imprenditoriale di Ivan Calimani, già Project Manager per Expo 2015, Manager del Food Market di Milano, docente di Management al Politecnico di Milano e founder di OpenLine; il profilo creativo e tecnico di Martina Lamperti, designer con competenze in modellazione e progettazione grafica, maturate anche attraverso collaborazioni con Pitti, Samsung ed Eli Lilly e la precedente esperienza come founder di Hy3rids; e il contributo di Yack Di Maio, orientato allo sviluppo e all’innovazione dei biomateriali, con una visione progettuale legata alla sostenibilità e alla precedente esperienza come founder di Hy3rids.

Fin dall’inizio, l’obiettivo era trasformare residui organici in nuovi oggetti, esplorando le possibilità offerte da approcci progettuali e produttivi alternativi.

Le prime applicazioni prendono forma attraverso collaborazioni con realtà come Autogrill, che coinvolge il team nella valorizzazione delle bucce d’arancia generate nei propri juice bar, successivamente trasformate in prodotti di design. A queste si affiancano ulteriori progetti sviluppati con San Pellegrino e il Comune di Milano, oltre all’iniziativa Co.ffee Era, dedicata alla raccolta dei fondi di caffè nei bar milanesi e alla loro trasformazione in oggetti d’uso quotidiano.

Nel 2022 viene presentata Ohmie, una lampada realizzata a partire da bucce d’arancia, che ottiene visibilità internazionale attraverso campagne di crowdfunding, contribuendo a dimostrare come i materiali bio-based possano coniugare sostenibilità, qualità estetica e prestazioni tecniche.

Attraverso queste esperienze emerge una consapevolezza progressiva: il vero elemento di innovazione non risiede esclusivamente nel prodotto finito, ma nel materiale che lo rende possibile.

“L’esperienza nel design ci ha permesso di comprendere il valore della materia non solo in termini tecnici, ma anche espressivi,” osserva Martina Lamperti, co-founder e Circular economy manager. “Da qui è nata la volontà di portare questo approccio su scala industriale”.

Questo passaggio si consolida nel 2024 con l’avvio dello sviluppo dell’impianto produttivo industriale, sostenuto da Crédit Agricole, Primo Capital e Algebris. L’azienda assume così il posizionamento attuale di KRILLMAT, focalizzato sullo sviluppo e sulla produzione di materiali bio-based destinati ad applicazioni industriali.

A conferma del percorso intrapreso, nel settembre 2025 l’azienda è stata insignita del Premio “Impresa e Valore” dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, riconoscimento dedicato alle realtà capaci di integrare sviluppo economico, innovazione e responsabilità sociale e ambientale.

Prodotto Rekrill Prodotto Rekrill

REKRILL®: formulazione, materia e integrazione industriale

Il materiale sviluppato rappresenta il cuore tecnologico dell’azienda ed è stato progettato per adattarsi a diverse applicazioni industriali, attraverso un approccio formulativo che combina soluzioni standard e sviluppi su misura.

Accanto a una gamma di formulazioni base, già ottimizzate per applicazioni consolidate e pronte per l’integrazione nei processi produttivi, l’azienda sviluppa materiali custom in funzione delle esigenze specifiche dei clienti. Questo consente non solo di rispondere a requisiti tecnici e prestazionali, ma anche di valorizzare residui produttivi dedicati, inclusi quelli di origine industriale, come sfridi di lavorazione o sottoprodotti specifici di filiera, all’interno di progetti di economia circolare.

 

La prima fase del processo produttivo: selezione e preparazione

Il processo produttivo prende avvio dalla selezione e preparazione dei sottoprodotti, che vengono sottoposti a controlli qualitativi, essiccazione e micronizzazione, per poi essere integrati in una matrice polimerica bio-based attraverso estrusione termoplastica controllata.

Questa attività è supportata da un laboratorio avanzato, che consente di sviluppare nuove formulazioni, ottimizzare le prestazioni dei materiali e garantire continuità tra fase di ricerca e applicazione industriale.

“L’obiettivo è rendere la transizione sostenibile concreta e accessibile, senza introdurre complessità nei processi produttivi,” spiega il direttore Operations.

 

Un materiale plastico innovativo, circolare e versatile

In questa direzione, uno degli elementi distintivi è la piena compatibilità con i processi produttivi convenzionali, come stampaggio a iniezione, estrusione e rotazionale, che permette l’adozione del materiale senza modifiche agli impianti. A ciò si affianca la disponibilità in diversi formati, tra cui pellet, barre e lastre, che ne facilita l’utilizzo nelle tecnologie di trasformazione già presenti nelle aziende.

L’integrazione dei sottoprodotti non rappresenta solo una scelta tecnica, ma il fondamento di un modello circolare in cui materiali già disponibili vengono reintrodotti in nuovi cicli produttivi, prolungandone il valore nel tempo e generando un impatto ambientale misurabile lungo l’intero processo. In questo contesto, la produzione di una tonnellata di REKRILL® consente di evitare oltre 1,8 tonnellate di CO₂, equivalente alla capacità di assorbimento annuale di un ettaro di foresta di bambù.

La componente naturale non definisce in modo univoco l’aspetto del materiale, ma rappresenta una variabile progettuale. In funzione delle esigenze applicative, le particelle organiche possono essere mantenute visibili, contribuendo a una lettura più materica, oppure integrate in modo più discreto, dando origine a superfici più uniformi.

Ne deriva un elevato grado di versatilità, che consente di intervenire sia sul livello di finitura sia sul carattere estetico del materiale, adattandolo a contesti progettuali differenti.

Le applicazioni coinvolgono diversi settori industriali, tra cui packaging, design, prodotti di consumo e componenti tecnici per diversi ambiti industriali, a dimostrazione della versatilità della soluzione sviluppata.

 

Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center come promotori di sviluppo

Nel percorso di sviluppo di KRILLMAT, la collaborazione con Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center ha rappresentato un elemento di accelerazione, in particolare nelle fasi di apertura al mercato e di consolidamento del posizionamento industriale.

“La relazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center ha avuto un impatto significativo nel nostro percorso di crescita,” afferma Ivan Calimani.Ci ha permesso di accedere a contesti di alto livello e di confrontarci con interlocutori internazionali”.

Attraverso la partecipazione a iniziative ed eventi dedicati all’innovazione, tra cui SMAU e programmi di internazionalizzazione, l’azienda ha avuto l’opportunità di presentare la propria proposta a corporate, investitori e partner industriali, entrando in contatto diretto con attori rilevanti delle filiere produttive.

Questi momenti di confronto hanno contribuito non solo ad avviare nuove collaborazioni, ma anche a validare il posizionamento del materiale in contesti applicativi concreti, facilitandone l’adozione da parte delle aziende.

Parallelamente, il supporto ricevuto ha rafforzato il posizionamento istituzionale dell’azienda, elemento particolarmente rilevante in un settore in cui affidabilità, capacità di esecuzione e integrazione nei processi industriali rappresentano fattori decisivi.

Il dialogo con l’ecosistema dell’innovazione promosso dall’Innovation Center, che include università, centri di ricerca e incubatori, ha inoltre favorito lo sviluppo di competenze e l’allineamento continuo con le esigenze dell’industria.

Laboratorio Laboratorio

Le prospettive future di KRILLMAT: nuovi prodotti, nuove applicazioni, nuove partnership

Guardando al futuro, l’azienda intende consolidare il proprio ruolo nel settore dei materiali bio-based, ampliando le applicazioni del materiale REKRILL® e integrando nuove tipologie di sottoprodotti all’interno del proprio modello produttivo. L’obiettivo è estendere progressivamente l’approccio sviluppato a nuove filiere, rendendo possibile la valorizzazione di risorse già disponibili in contesti industriali differenti, e contribuendo alla costruzione di sistemi produttivi più efficienti e circolari.

Parallelamente, proseguirà il percorso di crescita industriale, con un rafforzamento della capacità produttiva e un ampliamento delle collaborazioni con partner industriali, finalizzato a facilitare l’integrazione del materiale nei processi esistenti, senza introdurre complessità operative. “L’obiettivo è contribuire alla costruzione di un nuovo paradigma industriale,” conclude Ivan Calimani. “Un sistema in cui i materiali siano progettati fin dall’origine per valorizzare le risorse esistenti e ridurre l’impatto complessivo sulla biosfera”.