Open Innovation con Intesa Sanpaolo Innovation Center: dal modello alla pratica

5 Marzo 2026
Innovation Center

L'Open Innovation rappresenta un modello strategico di innovazione aperta, parte fondamentale dell’attività di Intesa Sanpaolo Innovation Center con le imprese e le startup. Oltre a strumenti più consolidati come call4startup o scouting tecnologici, la collaborazione tra le aziende e Innovation Center può prendere strade nuove ed altrettanto efficaci, come dimostra il caso Toshiba.

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Definizione e Origini dell’Open Innovation

L'Open Innovation rappresenta un modello strategico di innovazione aperta, teorizzato da Henry Chesbrough nel 2003, che integra idee e tecnologie esterne per accelerare lo sviluppo aziendale.​

L'Open Innovation è un paradigma che spinge le aziende a non limitarsi alla ricerca interna, ma a collaborare con startup, università, centri di ricerca e fornitori esterni attraverso partnership, acquisizioni di brevetti o joint venture. Questo approccio distribuisce il rischio e amplifica le competenze multidisciplinari, contrapposto al modello "closed innovation" chiuso.

Con Open Innovation Inbound si intende il processo con cui un’organizzazione acquisisce conoscenze, idee e tecnologie innovative dall’esterno. Seguendo questo approccio, un’azienda si apre agli input esterni collaborando con partner, clienti, fornitori, università o altre realtà per acquisire nuove idee e competenze che, unite alle risorse interne, aumentano e migliorano la sua capacità innovativa.

Iniziative di Inbound Open Innovation son ad esempio il ‘’venture building’’ o il “venture clienting”, call4ideas e call4startups, hackaton, programmi di collaborazione con università e centri di ricerca avviati dalle aziende per sviluppare progetti specifici collegati al proprio business, il Corporate Venture Capital e la creazione di incubatori e acceleratori aziendali.

L’Open Innovation Outbound, invece, prevede un approccio basato sull’esternalizzazione delle idee, delle innovazioni e delle tecnologie generate all’interno di un’organizzazione. Questo approccio si contrappone a quello inbound, con il flusso di innovazione che esce dal perimetro aziendale per essere messo a disposizione di partner e altre realtà interessate a “contaminarsi”.

Il mercato italiano dell’Open Innovation

Secondo L'Open Innovation Lookout 2026 del Politecnico di Milano e Scuola Sant’Anna di Pisa, il mercato italiano dei servizi di Open Innovation è diventato più maturo e organizzato e ha raggiunto i 902 milioni di euro nel 2025, in crescita rispetto ai 742 milioni stimati del 2023, con la maggioranza dei provider concentrati al Nord.

Nel 2025 sono aumentate in modo marcato le Società di consulenza OI (da 58 a 103 operatori) e raddoppiati Startup Studio e Venture Builder, che si confermano tra i motori più dinamici, orientati alla riduzione del rischio imprenditoriale.

Al contrario, altre categorie diminuiscono o si trasformano (ad esempio acceleratori e incubatori, che evolvono verso posizionamenti ibridi tra le due categorie), nell’ottica di una sempre maggiore integrazione. 

Il Venture Clienting, modello in ascesa

Il venture clienting è considerato uno dei modelli emergenti di Open Innovation più efficaci per far collaborare aziende e startup ed è un paradigma molto praticato anche in Intesa Sanpaolo Innovation Center.

Si tratta un approccio in cui un’impresa diventa cliente di una startup innovativa acquistandone e testandone soluzioni o tecnologie direttamente nei propri processi, senza necessariamente acquistare quote di partecipazione nella startup stessa (quindi non investendo in equity).

Secondo L'Open Innovation Lookout 2026 il venture clienting è un modo veloce e concreto di introdurre innovazione nelle imprese, perché si basa su casi d’uso reali, non su investimenti solo finanziari.

Consente di ridurre il rischio legato alle innovazioni esterne, perché l’impresa misura immediatamente il valore della soluzione.

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L’Open Innovation come acceleratore di sviluppo

I dati dell’Open Innovation Report 2025 di Sopra Steria e Sopra Steria Next, condotto insieme a INSEAD e Ipsos mostrano come adottare l'Open Innovation accelera lo sviluppo di prodotti riducendo costi e tempi di R&S, amplia l'accesso a mercati e competenze esterne, e migliora la competitività e la reputazione aziendale. In Italia, il 64% delle aziende lo usa per esplorare trend emergenti come l'AI generativa, nonostante solo il 37% abbia investito in questo ambito (tra i più bassi in Europa).

L’innovazione, pertanto, è cruciale per la transizione verso il nuovo modello di industry 5.0, e il fatto che molte realtà italiane (soprattutto le PMI) non abbiano risorse per farla rappresenta una sfida da superare. Come? Sfruttando i vari incentivi - statali e comunitari -, e attraverso l’Open Innovation che consente di integrare nei vari processi nuove tecnologie a costi “contenuti”.

Le iniziative di Innovation Center per l’Open Innovation

Favorire l’Open Innovation nelle aziende è una parte fondamentale dell’offerta di Innovation Center, che propone soluzioni personalizzate per consentire alle imprese di selezionare le tecnologie innovative sul mercato nazionale e internazionale, con lo scopo di avviare collaborazioni industriali o opportunità di investimento.

L’offerta di Innovation Center spazia dalla consulenza per definire il programma di open innovation più coerente con gli obiettivi di crescita alla realizzazione di challenge mirate per la ricerca e selezione delle migliori startup, dallo scouting tecnologico ad hoc fino alla connessione e partnership con selezionati sistemi di rilevanza industriale. Innovation Center organizza inoltre programmi di accompagnamento in ecosistemi internazionali a forte crescita, per generare nuove possibilità di business e mette a disposizione delle imprese un portafoglio di startup innovative nei più svariati verticali, tra cui scegliere la più adatta: questo è un tipico caso di venture clienting.

Un esempio recente: la collaborazione con Toshiba

Ci sono casi in cui Innovation Center accompagna un’azienda in un percorso che si articola negli anni, offerendo consulenza, servizi, proponendo le startup del portafoglio per operazioni di tech matching e partecipando attivamente ad iniziative a tema innovazione individuate e implementate dalla stessa azienda partner. È questo il caso di Toshiba, azienda con la quale Innovation Center collabora dal 2024.

Nel ’24 è nata Bralys, la nuova Business Unit di Toshiba Tec Italia, nata per guidare le imprese italiane nella trasformazione digitale in modo sostenibile, modulare e personalizzato. Integrata con la piattaforma cloud Toshiba HUB, Bralys offre servizi di consulenza, analisi dei processi e gestione dell'innovazione, supportati da partner certificati. 

Nel 2024 la collaborazione tra Innovation Center e Toshiba si è incentrata su 5 INNOVATION MEETUP, incontri di business tra imprese e startup del portafoglio di Innovation Center su un verticale di interesse, svolti per clienti e prospect di Toshiba Tec Italia.

A partire dal 2025 la collaborazione ha generato una collana di INNOVATION TALKS: un originale format video creato da Bralys TV, il canale YouTube dedicato all'innovazione tecnologica e alla trasformazione digitale.

Gli Innovation Talks hanno l’obiettivo di leggere l'innovazione attraverso dati, visioni strategiche e casi reali, affiancando le imprese nel percorso di trasformazione digitale con un approccio consapevole e sostenibile. I contenuti sono interviste e approfondimenti su trend emergenti, tra cui l'Intelligenza Artificiale (AI), la XR (Extended Reality) e il Metaverso. Intesa Sanpaolo Innovation Center ha partecipato ad alcune puntate del format, ad esempio per l’analisi per i trend di mercato.

Il caso della collaborazione con Toshiba dimostra come l’open Innovation e la collaborazione di una società come Innovation Center con le aziende possa prendere strade nuove e inedite, che generano valore per le imprese e le startup e favoriscono la transizione verso un modello di sviluppo condiviso, resiliente e sostenibile.