Startup Tales | Come Re Mat ricicla il poliuretano per produrre materassi e arredi

9 Febbraio 2024
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Fondata nel 2018 a Nichelino (TO) da Alessandro Lodo e Francesco Perazzini, la startup innovativa ha brevettato un processo di riciclo circolare che ha portato il Gruppo Iren ad acquisire le quote di maggioranza della startup seguendo il paradigma dell’Open Innovation

Recuperare rifiuti e scarti di poliuretano espanso generati dai processi produttivi di settori come l’automotive e i complementi d’arredo - smaltiti prevalentemente nelle discariche e negli inceneritori - per riciclarli con un processo circolare innovativo, ottenendo così una materia prima seconda avente caratteristiche tecniche e prestazioni comparabili al poliuretano vergine.

È questa l’attività della startup innovativa Re Mat, co-fondata a Nichelino (Torino) nel 2018 dall’ex CEO Alessandro Lodo e da Francesco Perazzini.

Un esempio di Open Innovation, con il Gruppo Iren che - attraverso la controllata Iren Ambiente - ha acquisito le quote di maggioranza della giovane realtà piemontese a giugno del 2023. Dopo un primo investimento datato 2021 che ha avviato l’operatività di Re Mat nella filiera del riciclo del poliuretano con una soluzione circolare.

 

Le origini di Re Mat: dalla vendita al dettaglio di arredi importati al riciclo del poliuretano espanso

Alessandro Lodo e Francesco Perazzini si conoscono durante il percorso di studi comune che li porta a conseguire un MBA alla SAA - School of Management dell’Università di Torino, e dopo l’internship nell’ultimo anno di corso avviano il proprio percorso imprenditoriale. L’idea iniziale è importare arredamenti - con particolare attenzione al “mondo notte” - e venderli in due store fisici nel capoluogo piemontese.

“Dopo un anno di lavoro - spiega Perazzini - ci siamo resi conto di come mancasse una soluzione per smaltire continuativamente, senza problemi e ovviamente in modo sostenibile i materassi e i divani vecchi che i clienti ci chiedevano di portare quando ne acquistavano altri nuovi”.

Trovandosi in breve tempo con un magazzino stracolmo di materassi usati “che non riuscivamo più a smaltire perché - causa ingombro e imbottiture - le discariche li accettano malvolentieri quando provengono dalle aziende, abbiamo provato a tagliarli ed aprirli eseguendo delle campionature per vedere ‘cosa veniva fuori’ in termini quantitativi”, spiega Perazzini.
 

materasso nel verde materasso nel verde

Come funziona l’innovazione circolare di Re Mat che dà “nuova vita” ai rifiuti in poliuretano

“Nel mentre - prosegue il co-founder di Re Mat - ho conosciuto un’azienda che propone una tecnologia per triturare e agglomerare il poliuretano. Dopo aver sondato alcune tecnologie simili, insieme ad Alessandro Lodo abbiamo messo in piedi un progetto embrionale per valorizzare quasi tutti i componenti dei materassi: dalle molle alla parte tessile fino alla lana. A quel punto il progetto è stato portato all’attenzione degli investitori”, ovvero angel investors (Gruppo CLN e Club degli Investitori fondato da Giancarlo Rocchetti, ndr).

Il progetto imprenditoriale si è poi evoluto grazie ad un’intensa attività di ricerca e sviluppo, che ha permesso a Re Mat di realizzare un processo innovativo e circolare per dare nuova vita agli scarti e ai rifiuti in poliuretano. “La prima cosa che facciamo – spiega Perazzini - è sanificare il materiale in ingresso, per poi triturarlo e unirlo seguendo delle ‘ricette’ che abbiamo messo a punto negli anni basate su un mix di materiali e collanti”.

In questo modo la startup innovativa torinese ottiene un nuovo blocco di poliuretano che, aggiunge il co-founder di Re Mat, viene “tagliato e accoppiato con altri materiali che lavoriamo per dargli nuovamente la possibilità di essere messo sul mercato sotto forma di prodotti a bassa densità, che offrono comfort e performance identiche a quelli realizzati con poliuretano vergine, affinché possano essere venduti facilmente”.

 

Il primo contatto tra Re Mat e il Gruppo Iren favorito da Intesa Sanpaolo Innovation Center: un esempio di Open Innovation

Nel 2019, la prima svolta: il Gruppo Iren - leader tra le aziende multiservizi in Italia - cerca startup e società tecnologiche che ambiscono a rivoluzionare il settore del cleantech per la terza edizione dell’Iren Startup Award. Iniziativa organizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo Innovation Center, attraverso il programma di accelerazione internazionale di Intesa Sanpaolo “Startup Initiative”.

In quel contesto, Intesa Sanpaolo Innovation Center supporta il Gruppo Iren (cliente di Intesa Sanpaolo) seguendo il paradigma dell’Open Innovation. Il primo passaggio è lo scouting di startup innovative presenti sul mercato italiano, selezionando e accelerando successivamente quelle ad alto potenziale tecnologico in linea con i target di Iren.

rettangoli di poliuretano rettangoli di poliuretano

L’avvio della produzione di Re Mat grazie al primo investimento del Gruppo Iren e la “tiepida” risposta del mercato

Re Mat raggiunge la fase finale dell’Iren Startup Award, ribattezzata Arena Meeting, presentando così la sua innovazione circolare al top management di Iren. Da quel momento partono in autonomia vari approfondimenti, che nel 2021 portano il Gruppo Iren a siglare un contratto di investimento con Re Mat volto a sostenere la fase di acquisto e collaudo degli impianti per il recupero del poliuretano, oltre all’avvio della produzione e della commercializzazione.

Grazie ai nuovi capitali, la startup piemontese mette quindi a punto le proprie macchine e i processi nello stabilimento di Nichelino e, dopo aver ottenuto un’autorizzazione sperimentale dalla Città Metropolitana di Torino, avvia la produzione vera e propria nel 2022.

Inizialmente, ricorda Perazzini, la risposta del mercato “è stata forse più lenta di quanto ci si potesse aspettare, per poi crescere di pari passo con la maggior attenzione dei consumatori alle tematiche dell’economia circolare e della sostenibilità, con nomi illustri dell’arredamento sempre più in cerca di materiali riciclati”. Anche perché, prosegue Perazzini “le aziende votate alla sostenibilità devono dimostrare che utilizzano materiale riciclato e che i loro scarti non finiscono in discarica ma all’interno di una filiera di recupero, nella quale si è posizionata Re Mat”.

L’operatività effettiva consente alla startup innovativa piemontese di processare circa 400 tonnellate di materassi a fine vita (circa 110.000 unità) e 2.000 tonnellate di scarti di produzione in poliuretano delle aziende.

Il business circolare di Re Mat, avvalendosi anche di collaborazioni come quella con il Politecnico di Torino, porta alla produzione di linee di materassi circolari in Eco Foam. Coerentemente con la visione circolare del business, la startup pone inoltre particolare attenzione al risparmio energetico nei processi di trasformazione e riciclo del poliuretano espanso, le cui possibili applicazioni vanno oltre gli arredi in virtù di proprietà fonoisolanti e termoisolanti di alto livello.

poliuretano poliuretano

L’acquisizione delle quote di maggioranza da parte di Iren Ambiente nel 2023: nuove prospettive di crescita

Il Gruppo Iren, attraverso la controllata Iren Ambiente, a giugno del 2023 annuncia l’acquisizione delle quote di maggioranza di Re Mat, con un aumento di capitale e il contestuale rilevamento di tutte le quote precedentemente in possesso degli angel investors, oltre al complesso di Nichelino che include il sito produttivo sperimentale della startup. L’operazione porta Iren a detenere la maggioranza del capitale sociale di Re Mat per aumentare la propria presenza nel settore dell’economia circolare, contando anche sui fondi del PNRR a disposizione del Gruppo.

Un investimento considerevole che, spiega Perazzini (rimasto nella società come Amministratore al pari di Alessandro Lodo), consente alla startup di “chiudere un programma di investimenti su nuove linee di produzione da 2 milioni, con la restante parte dei nuovi capitali investiti in parte sul sito produttivo e in parte sui macchinari, crescendo nella parte di post-consumo (materassi a fine vita) per arrivare a riciclare circa 700 tonnellate di poliuretano”.

Obiettivi da raggiungere con un nuovo assetto societario che testimonia il “valore aggiunto” dell’Open Innovation. Un esempio perfetto anche per quanto concerne l’economia circolare, visto che la soluzione brevettata dalla startup innovativa di Nichelino è certificata ReMade in Italy - riconosciuta a livello europeo dal Bureau Veritas.

Questo “certifica come il nostro processo sia effettivamente di riciclo e non un’operazione di greenwashing, dando certezza a chi consuma il nostro materiale che lo stesso ha dei vantaggi sia in termini di sostenibilità che di costi”, chiarisce Perazzini. “Così - prosegue - attestiamo che il nostro poliuretano riciclato riduce le emissioni di CO2, indicando i chili risparmiati e altre caratteristiche relative alla sostenibilità dell’intero processo di rigenerazione”.

 

Il futuro di Re Mat, tra normative UE e transizione verso l’economia circolare

Guardando al futuro, spiega il co-founder di Re Mat, “vogliamo aumentare la percentuale di prodotto riciclato consumato dalle aziende attive nell’arredamento, nelle imbottiture e nel packaging, anche in virtù dei Criteri Minimi Ambientali (CAM) imposti dall’Unione Europea. Criteri che obbligheranno l’Italia ad adattarsi ai nuovi standard nel 2025 (coinvolgendo anche il mondo dell’arredamento) inserendo nella produzione dei beni una percentuale di prodotto riciclata”.

“Inoltre - conclude Perazzini -, la responsabilità estesa del produttore che vige già nel mercato degli pneumatici, delle batterie e dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), dovrebbe partire nel 2025 anche nel settore dell’arredamento. Ciò vuol dire che chi produce e chi consuma materiali per il mercato dell’arredamento dovrà curare e trovare soluzioni per il riciclo di una parte della loro produzione”.

Un’opportunità di crescita per Re Mat e per il Gruppo Iren nella circular economy, che trova origine nella necessità irrimandabile di cambiare paradigma, passando dall’economia lineare a quella circolare per continuare a generare valore rispettando l’ambiente.