Comprendere il Ruolo Chiave delle Materie Prime Critiche

20 Febbraio 2024
tecnologia, Pubblicazioni, Innovation

Un'Analisi Geografica tra Necessità e Sostenibilità Industriale

Nel contesto economico globale contemporaneo, il motore dell'economia è profondamente condizionato dall'utilizzo e dalla disponibilità di risorse fondamentali note come Critical Raw Materials (CRM).

In un'epoca nella quale sostenibilità e sicurezza delle catene di approvvigionamento si collocano al centro delle preoccupazioni mondiali, acquisire una comprensione approfondita e gestire in modo strategico le materie prime critiche è imperativo. L'accesso a tali risorse, infatti, è diventato cruciale anche per garantire la competitività di nazioni e imprese.

Stante l’importanza dell’accesso a questi materiali chiave, il tema è stato affrontato dalle autorità: la Commissione Europea ha proposto le leggi Critical Raw Materials Act (CRMA) e Net-Zero Industry Act (NZIA) il 16 marzo 2023 come framework legali che rientrano nel più ampio piano strategico del Green Deal. L'intento è ridurre la dipendenza dell'UE dalle materie prime critiche, promuovendo al contempo condizioni sostenibili, sicure e competitive nella supply chain.

Definizione delle Materie Prime Critiche

Per fornire una definizione delle Critical Raw Materials, è fondamentale distinguere la categoria dalle Strategic Raw Materials (SRM). Entrambe sono risorse primarie con importanza economica per lo sviluppo di settori chiave e per il raggiungimento degli obiettivi della transizione verde e digitale. Il termine "critico", però, è stato introdotto per identificare le materie prime soggette a elevati rischi di approvvigionamento, nonché attualmente prive di prodotti sostitutivi.

La metodologia per determinare i CRM si basa su parametri di Importanza Economica (IE) e Rischio di Approvvigionamento (RA). Questi materiali sono spesso caratterizzati da scarsa disponibilità, dall'elevato grado di concentrazione della produzione in determinate regioni geografiche e dalla crescente domanda dovuta allo sviluppo tecnologico in 5 settori strategici dell'economia europea: energie rinnovabili, mobilità sostenibile elettrica, industria ad alta intensità energetica, digitale, difesa e aerospazio.

Tendenze in Europa

Diversi Paesi hanno sviluppato elenchi dettagliati di Critical Raw Materials, con l’obiettivo di implementare politiche mirate. L'elenco dell'Unione Europea aggiornato al 2023 identifica 34 CRM, la cui dipendenza principale proviene da Cina, Giappone, Corea del Sud, Russia e dall’Africa.

Tabella 1: Elenco delle Materie Prime Critiche dell'UE (2023)

Elenco delle Materie Prime Critiche dell'UE Elenco delle Materie Prime Critiche dell'UE

 

* Il rame e il nichel non soddisfano i criteri dei CRM, ma sono inclusi nell'elenco in quanto considerati SRM. Un SRM è una materia prima importante per le tecnologie che supportano la doppia transizione, verde e digitale, e gli obiettivi della difesa e dell'aerospazio.

L'elenco comprende 16 materiali e 3 gruppi di materiali, con questi ultimi composti da 10 elementi di terre rare pesanti (HREEs), 5 leggere (LREEs) e 6 metalli del gruppo platino (PGMs).

Ad esempio, il litio è particolarmente rilevante in quanto utilizzato per le batterie. Rappresentando un elemento chiave nel mercato dell’e-mobility, infatti, si prevede un aumento della domanda di litio di dodici volte entro il 2030 e di ventuno volte entro il 2050. La sua popolarità è cresciuta significativamente negli ultimi anni, per via delle prestazioni superiori offerte rispetto ad altre tecnologie di batterie come quelle al nichel-cadmio o al piombo.

Attualmente, il litio è estratto da miniere di roccia dura e da giacimenti sotterranei di salamoia in Australia, Cile, Argentina, Cina e Brasile. La lavorazione dei concentrati minerali e delle salamoie di litio avviene principalmente in Cina, leader globale con oltre il 90% della produzione complessiva. La concentrazione geografica rappresenta evidentemente un rischio significativo per l'approvvigionamento, specialmente considerando la dipendenza da paesi con politiche commerciali instabili e l'aumento della domanda di materiali per la transizione verso la green economy. Di conseguenza, le predette criticità possono generare ripercussioni negative a cascata.

Sfide

Ad esempio, la dipendenza da un numero limitato di fornitori può creare vulnerabilità nell'approvvigionamento, esponendo le industrie a interruzioni improvvise e aumenti dei prezzi.

Inoltre, l’estrazione di CRM può avere gravi conseguenze ambientali ed elevati costi umani come la distruzione dell'habitat, la contaminazione delle acque, l'inquinamento dell'aria e del suolo, lo sfollamento delle comunità indigene e locali per far posto ai progetti minerari e problemi di salute dovuti all’esposizione a sostanze chimiche nocive. Questioni ambientali e sociali legate all'estrazione delle predette risorse, che possono influenzare negativamente la reputazione delle aziende coinvolte.

Per affrontare la criticità e mitigare i rischi è quindi necessario diversificare le fonti di approvvigionamento attraverso il "re-shoring" (sviluppo di filiere CRM nazionali), promuovere la ricerca e lo sviluppo di materiali alternativi, e implementare pratiche di riciclo e riutilizzo seguendo il paradigma dell’economia circolare.

Affrontando questi fattori di rischio in modo proattivo, l'Europa potrà garantire la stabilità delle sue catene di approvvigionamento e perseguire gli obiettivi strategici della transizione ecologica e digitale, proiettandosi così verso un futuro sostenibile.

Il Team Trend analysis and applied research di Intesa Sanpaolo Innovation Center ha realizzato il Report Critical Raw Materials Il documetno offre un'analisi dettagliata delle Materie Prime Critiche e spunti sulle opportunità future.