È la fase iniziale in cui la startup nasce da un’idea e inizia a sviluppare il primo concept o prototipo. Le risorse servono soprattutto per validare l’idea e costruire il team. Il rischio è molto elevato perché il modello di business non è ancora testato.
Venture Capital, un alleato strategico per le startup
È la forma di finanziamento delle aziende che si sta rivelando fondamentale per favorire l’innovazione e la competitività dei sistemi economici. Scopriamo che cos’è, come funziona, perché è così importante e il ruolo svolto da Intesa Sanpaolo Innovation Center in questo ecosistema
Il Venture Capital è una forma di investimento in capitale di rischio rivolta a startup e imprese innovative ad alto potenziale di crescita. A differenza dei finanziamenti tradizionali non si basa sulla restituzione di un prestito, ma sull’ingresso dell’investitore nel capitale dell’azienda (equity): chi investe diventa cioè socio dell’impresa e ne condivide rischi e opportunità.
Si tratta quindi di un investimento che guarda al futuro, spesso in contesti di forte incertezza. Le startup, soprattutto nelle fasi iniziali, non hanno ancora risultati consolidati, ma portano con sé un progetto imprenditoriale, una tecnologia, un team e una visione. Il Venture Capital consente la trasformazione di questi elementi in un’impresa strutturata, sostenendone lo sviluppo.
Istituzioni come la Commissione Europea o l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sottolineano come il Venture Capital rappresenti uno strumento essenziale per finanziare l’innovazione, soprattutto quando i canali tradizionali non riescono a sostenere iniziative ad alto rischio e forte contenuto tecnologico.
Crescere con il Venture Capital: il ciclo di vita delle startup innovative
L’intervento del Venture Capital si sviluppa lungo diverse fasi, che accompagnano la crescita della startup nel tempo e si intrecciano con il suo ciclo di vita.
Pre-seed
Seed
La startup inizia a strutturarsi e a sviluppare un primo prodotto o servizio. L’obiettivo è validare il mercato e verificare che esista una domanda reale. In questa fase arrivano spesso i primi investitori esterni.
In queste prime due fasi gli investitori specializzati nel Seed Capital analizzano l’opportunità. Valutano il team, il problema che la startup vuole risolvere, il mercato di riferimento e il potenziale di crescita. Si tratta di una fase delicata, in cui gran parte del valore è ancora prospettico e legato più alla visione che ai risultati già ottenuti. Se l’opportunità è considerata interessante, viene effettuato l’investimento attraverso un aumento di capitale: la startup riceve risorse finanziarie e, in cambio, cede una quota della proprietà. L’investitore è quindi entrato nella governance dell’azienda, spesso con un ruolo attivo.
Si tratta di un momento delicato, perché la startup potrebbe cadere nella cosiddetta “valle della morte” e fallire. L’impresa ha infatti già sostenuto costi di sviluppo e validazione, ma non ha ancora raggiunto ricavi sufficienti né attratto capitali adeguati per scalare.
Early stage
L’impresa ha un prodotto funzionante e inizia a generare i primi ricavi. Il focus è sulla crescita iniziale, sull’acquisizione di clienti e sulla definizione del modello di business. Gli investimenti servono a rafforzare il team e aumentare la presenza sul mercato
Growth / Scale-up
La startup ha dimostrato il proprio modello e punta a crescere rapidamente, anche a livello internazionale. Le risorse finanziano l’espansione, il marketing e il consolidamento operativo. Il rischio diminuisce, ma aumentano le esigenze di capitale e la complessità organizzativa.
In queste fasi gli investitori in Venture Capital affiancano i founder contribuendo con competenze manageriali, supporto strategico e accesso a un network di contatti, come clienti, partner industriali, altri investitori.
Late stage
L’azienda è ormai strutturata e vicina alla maturità. Gli investimenti sono orientati a consolidare la posizione sul mercato o preparare operazioni straordinarie. Si tratta di una fase più stabile, con metriche consolidate e maggiore prevedibilità.
Il ciclo del Venture si completa con l’exit: l’investitore esce dal capitale, realizzando il proprio ritorno economico. Questo può avvenire attraverso la vendita dell’azienda (es. acquisizione industriale), l’ingresso di un nuovo investitore nel capitale o la quotazione in borsa. In questo passaggio finale si misura il successo dell’investimento. E’ un dato di fatto che in Europa, rispetto agli USA primo e più maturo mercato del VC, l’exit di un investimento sia più difficile da realizzare a causa della frammentazione del mercato, della scarsità di grandi acquirenti tecnologici e della mancanza di mercati finanziari pronti a quotare le startup.
È importante ricordare che nel tempo, la startup può raccogliere più round di finanziamento (denominati round Serie A, Serie B, Serie C e successivi) ciascuno coerente con il proprio livello di maturità. Ogni fase di crescita della startup richiede infatti risorse e strumenti diversi: le fonti di finanziamento devono essere scelte in modo coerente con il livello di sviluppo e il fabbisogno di capitale.
Il Venture Capital per lo sviluppo delle startup
Per una startup, l’accesso al venture capital può rappresentare un passaggio decisivo.
Il primo vantaggio è finanziario: le risorse raccolte consentono di sviluppare il prodotto, entrare sul mercato, assumere talenti e scalare il business più rapidamente.
Gli investitori portano esperienza. Hanno visto crescere altre aziende, conoscono le dinamiche del mercato e possono aiutare i founder a prendere decisioni strategiche. In molti casi, rappresentano anche un elemento di credibilità: avere un investitore riconosciuto facilita la relazione con clienti, partner e altri finanziatori.
Un altro elemento chiave è il network. Il Venture Capital consente di entrare in contatto con ecosistemi internazionali, sviluppare partnership industriali e accedere a opportunità che difficilmente sarebbero raggiungibili in autonomia.
Infine, il Venture Capital introduce una disciplina di crescita. La presenza di investitori spinge le startup a strutturarsi, definire obiettivi chiari e costruire modelli di business sostenibili. È un fattore che accelera la professionalizzazione dell’impresa.
Lo sapevi che c’è uno spazio dedicato alle startup innovative, con suggerimenti utili per avviarla in 6 semplici passi? Al suo interno trovi anche una sezione dedicata alle fonti di finanziamento!
Perché il Venture Capital è il motore dell’innovazione
Il Venture Capital è per sua natura rischioso, perché molte startup non riescono a raggiungere una crescita sufficiente o falliscono. Ma è proprio questa logica che rende il venture capital uno strumento fondamentale per l’innovazione. Senza capitale di rischio, molte idee non riuscirebbero a diventare imprese. Tecnologie emergenti, nuovi modelli di business e interi settori nascono spesso grazie a investimenti che accettano un alto grado di incertezza.
In questo senso, il Venture Capital svolge una funzione sistemica: non finanzia solo singole aziende, ma contribuisce alla trasformazione dell’economia, accelerando l’adozione di innovazioni e creando nuove opportunità di crescita.
L’intelligenza artificiale ridefinisce gli investimenti globali
A livello globale, il Venture Capital sta vivendo una fase di ripresa e trasformazione. Dopo un rallentamento negli anni precedenti, nel 2025 gli investimenti hanno superato i 400 miliardi di dollari a livello globale, in crescita rispetto ai circa 368 miliardi del 2024.
Questa crescita è trainata da una maggiore concentrazione del capitale: gli investimenti si focalizzano su un numero più limitato di startup, ma con un aumento dei mega-round, operazioni di finanziamento molto elevate (superiori ai 100 milioni di dollari) che hanno rappresentato il 65% del valore complessivo degli investimenti nel 2025. Un ruolo sempre più centrale è giocato dall’intelligenza artificiale, che arriva ad assorbire il 48% degli investimenti complessivi
La crescente concentrazione degli investimenti trova conferma anche nel Global Startup Ecosystem Report 2026 di Startup Genome. Il rapporto annuale, realizzato in collaborazione con il Global Entrepreneurship Network (GEN), con il contributo di Intesa Sanpaolo Innovation Center e Fondazione Compagnia di San Paolo, evidenzia come la ripresa del Venture Capital proceda in modo disomogeneo, trainata soprattutto dall’intelligenza artificiale: tra il 2021 e il 2025, i finanziamenti alle startup AI-native sono cresciuti del 218%, mentre gli investimenti complessivi nel settore tecnologico si sono ridotti del 36%. Il capitale tende inoltre a concentrarsi negli ecosistemi più maturi, con il Nord America che assorbe circa il 64% dei finanziamenti late-stage e l’86% degli investimenti avanzati destinati alle startup AI-native. Ne emerge uno scenario sempre più polarizzato, nel quale la disponibilità di capitali, la capacità di attrarre talenti e l’accesso ai mercati internazionali diventano determinanti per accompagnare le startup lungo il percorso di scale-up.
Ripetto agli altri Paesi Europei nel G7, in termini di investimenti Venture Capital, l'Italia ha ampi spazi di recupero. In ordine di capitale investito nel 2025, primeggia UK con 13,9 miliardi di euro, seguito da Germania e Francia con 7.0 e 10.7 miliardi di euro. Ultimi Spagna, con 2,6 miliardi di euro e Italia con 1,6 miliardi di euro..
L'ecosistema italiano del Venture Capital tra crescita e specializzazione tecnologica
E in Italia? Secondo l'Osservatorio Venture Capital Monitor (VeM), realizzato da AIFI (Associazione Italiana del) e da LIUC - Università Cattaneo di Castellanza (VA), con il contributo di Intesa Sanpaolo Innovation Center, nel primo semestre 2026 il Venture Capital ha confermato il proprio percorso di crescita. Gli investimenti in startup e scaleup italiane hanno raggiunto 679 milioni di euro, in aumento del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre sono state realizzate 117 operazioni.
Considerando anche le startup estere fondate da imprenditori italiani, il mercato ha registrato complessivamente 917 milioni di euro investiti in 127 round, rispetto ai 589 milioni e 158 round del primo semestre 2025.
A sostenere la crescita continuano a essere soprattutto i settori ad alta intensità tecnologica. L'ICT si conferma il settore leader con il 42% degli investimenti eseguiti nelle fasi iniziali, seguito da servizi finanziari (13%), healthcare (12%) e biotecnologie (8%). All'interno dell'ICT cresce in particolare il peso delle enterprise technologies, che rappresentano il 90% delle nuove iniziative.
Anche Intesa Sanpaolo Innovation Center contribuisce a sostenere l’innovazione attraverso partnership strategiche che supportano le startup nell’accesso ad opportunità di funding in relazione alle loro specifiche esigenze e relativo stato di maturità. Lo fa con Neva SGR società appartenente al Gruppo Intesa Sanpaolo e controllata dalla stessa Intesa Sanpaolo Innovation Center, che progetta e gestisce fondi di investimento per investitori professionali interessati a cogliere le opportunità di diversificazione ad alto rendimento offerte dal Venture Capital.
Tra i fondi di Venture Capital gestiti da Neva SGR, possiamo citare il Fondo SEI (Sviluppo Ecosistemi di Innovazione) nato nel 2022 per investimenti mirati in veicoli per l’attuazione di programmi di ricerca, selezione, accelerazione e professionalizzazione di startup italiane promettenti. Fondo SEI, con 26 milioni di euro di capitale gestito, ha investito nelle iniziative di ecosistema sui territori e su due Poli Nazionali di trasferimento Tecnolgico.
Intesa Sanpaolo Innovation Center, nelle sue iniziative di supporto alla crescita startup si relaziona con i principali investitori del VC Italiani, sviluppando l’ ecosistema.
Il Venture Capital come leva strategica per la crescita economica
Il ruolo del venture capital non si esaurisce nel supporto alle singole startup. A livello più ampio, rappresenta uno degli strumenti più efficaci per sostenere la competitività di un Paese.
Investire in startup significa investire in innovazione: nuove tecnologie, nuovi servizi, nuovi modi di produrre e consumare. Significa creare occupazione qualificata, attrarre talenti e stimolare la nascita di nuovi settori industriali.
Per questo motivo, lo sviluppo del mercato del venture capital è oggi considerato una leva strategica nelle politiche economiche. Un ecosistema di investimenti solido e dinamico contribuisce a rafforzare il legame tra ricerca, impresa e mercato, generando valore nel lungo periodo.