Festival della finanza per l’economia reale: un evento per parlare di crescita, innovazione e capitali
A Castellanza e Milano, la prima edizione del Festival della finanza per l’economia reale, promosso da LIUC – Università Cattaneo con Confindustria Varese, AIFI e Investire: al centro del dibattito, strumenti di finanza alternativa e investimenti per sostenere lo sviluppo delle imprese.
Il 13 e 14 aprile si è svolta la prima edizione del Festival della finanza per l’economia reale, una kermesse nata con l’obiettivo di far dialogare imprese, investitori e istituzioni sui principali canali di finanziamento dell’economia reale: dal venture capital al private equity, dal private debt all’asset management orientato al private capital, fino ai temi di M&A e quotazione e sviluppo di città intelligenti. In un contesto in cui la competitività passa anche da innovazione e sostenibilità, l’evento ha proposto due giornate di confronto dedicate alle leve finanziarie che possono accompagnare la crescita. Tra i tanti interventi che hanno animato le due giornate, Intesa Sanpaolo Innovation Center ha proposto gli speech di Paola Angeletti - Chief Sustainability Officer di Intesa Sanpaolo e Presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center e Luca Pagetti - Responsabile crescita startup ed ecosistemi innovazione.
Un programma di due giorni con una sessione in LIUC e sei tavole rotonde a Milano
Il programma del 13 aprile, la prima giornata, si è aperto in LIUC (Castellanza) con una sessione plenaria con interventi di AIFI, Confindustria Varese e Banca d’Italia, seguiti da una tavola rotonda con operatori e advisor del mercato (tra cui Banca d'Italia, CDP Venture Capital, EQUITA, BNP Paribas – BNL Equity Investments, Fondo Italiano d’Investimento, EY, Intesa Sanpaolo e Intesa Sanpaolo Innovation Center). Ha partecipato al dibattito Paola Angeletti - Chief Sustainability Officer di Intesa Sanpaolo e Presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center, con un articolato intervento sulla situazione italiana degli investimenti in startup e l’evoluzione del mercato europeo.
Martedì 14 aprile il Festival si è spostato a Milano con sei tavole rotonde in sedi differenti della città, tra cui il Grattacielo Intesa Sanpaolo di Via Gioia. Le tavole rotonde erano dedicate ai principali strumenti della finanza per la crescita: M&A e quotazione, digitalizzazione e smart cities, il ruolo del private debt nel finanziamento alle imprese, asset management e private capital, venture capital e startup innovative, private equity per la crescita delle imprese. Hanno partecipato figure accademiche come Roberto Grassi (Vicepresidente LIUC), Anna Gervasoni (Rettore LIUC), esperti di VC come Innocenzo Cipolletta (Presidente AIFI) e Claudia Pingue (CdP Venture), di private debt come Vincenzo Paolo Carbonara di CDP e molti altri. In questa giornata, all’incontro dedicato venture capital e le startup innovative, ha preso parte Luca Pagetti - Responsabile crescita startup ed ecosistemi innovazione di Intesa Sanpaolo Innovation Center.
Intesa Sanpaolo Innovation Center sul venture capital tra Italia ed Europa
Intesa Sanpaolo Innovation Center ha partecipato ad entrambe le giornate, mettendo sul tavolo riflessioni sul mercato del VC, sulla situazione italiana e sulle prospettive positive che potrebbero scaturire da una maggiore integrazione con l’UE.
Nel suo intervento, Paola Angeletti ha fatto il punto sulle carenze dell’Italia per competere nel mercato europeo del venture capital, mettendo in evidenza come gli investimenti in imprenditoria innovativa siano ancora inferiori ai 2 mld di euro. Si tratta di un mercato piccolo che per migliorare deve integrarsi nel più vasto mercato europeo.
Promuovere l’innovazione all’interno dell’Unione Europea, riducendo la dipendenza da capitali e progetti esteri, è fondamentale per la competitività dell’Europa, come evidenziato anche dal Rapporto Draghi 2025. Il contesto europeo resta infatti esposto a rischi strutturali, come la dipendenza energetica e la perdita di quote di mercato in settori chiave dell’innovazione sostenibile, con impatti sulla sicurezza delle forniture e sui costi per le imprese.
Per colmare il gap produttivo e rafforzare le filiere strategiche è necessario puntare su soluzioni e materiali innovativi, sostenuti da un quadro regolamentare favorevole agli investimenti di lungo periodo e da un’offerta di capitali adeguata alle diverse fasi di crescita delle imprese. Queste priorità sono già al centro dell’agenda europea, come dimostrano iniziative quali la EU Startup and Scaleup Strategy, che mira a creare un mercato finanziario più integrato facilitando la mobilità dei capitali privati, e la proposta della Commissione UE sul 28th Regime for Innovative Companies, pensata per semplificare l’avvio e la crescita delle imprese innovative in tutta l’Unione.
Per superare il ritardo europeo, soprattutto nelle innovazioni legate alle transizioni digitale e climatica, è cruciale avanzare verso un’unione dei mercati dei capitali. La frammentazione dello spazio economico europeo riduce l’attrattività per gli investitori e contribuisce a un divario di investimenti e innovazione rispetto ad altre economie, come gli Stati Uniti.
In questo contesto, sostenibilità e innovazione possono agire come forti acceleratori di competitività, e il venture capital rappresenta una leva essenziale per sostenere la transizione sostenibile, ecologica e digitale delle imprese. Le evidenze dei principali report sull’ecosistema italiano mostrano che l’Italia ha compiuto progressi significativi nel venture capital, ma non ha ancora raggiunto la piena maturità dei principali Paesi europei.
Il gap è particolarmente evidente in tre aree: la scala del mercato, caratterizzata da fondi mediamente più piccoli e da una capacità limitata di sostenere le startup nelle fasi di crescita; la carenza di capitali per le scale-up, che spinge molte imprese a cercare risorse all’estero; e la debolezza del mercato delle exit, che frena la rigenerazione del capitale. A questi si aggiungono fattori strutturali come la limitata partecipazione degli investitori istituzionali privati, lo sviluppo ancora insufficiente del corporate venture capital e un ecosistema frammentato e poco integrato con università, ricerca e mercati internazionali, soprattutto nel deeptech.
In sintesi, all’Italia non manca più l’avvio del mercato, ma il suo completamento: servono più capitali, soprattutto nelle fasi avanzate, più investitori istituzionali, più exit e una maggiore integrazione tra startup, industria e ricerca. In questo quadro, il contributo di attori come Intesa Sanpaolo, che integra il venture capital come leva per l’innovazione e la sostenibilità attraverso Innovation Center e Neva SGR, è rilevante per rafforzare l’ecosistema e sostenere la competitività del Paese. L’approfondimento sul venture capital e sui suoi sviluppi europei risulta quindi particolarmente pertinente in un contesto dedicato all’economia reale.
Luca Pagetti ha inquadrato l’evoluzione recente dell’ecosistema italiano, indicando il 2025 come uno dei migliori anni per gli investimenti VC su target italiane anche grazie al contributo degli investitori internazionali, come evidenziato dal rapporto VeM a cui Innovation Center collabora da diversi anni. Sono stati censite 40 operazioni da oltre 10 Milioni di Eur: un segnale positivo di maturità del nostro mercato che si consolida con investimenti follow-on.
Ha inoltre richiamato i principali ambiti di crescita osservati: ICT e digital (con un peso crescente di soluzioni AI), energia e ambiente, healthcare e biotech, oltre alla crescita degli spin-off di ricerca e delle iniziative di trasferimento tecnologico. Su 345 deal totali (initial e follow on, Italia ed estero), sono state individuate 70 startup che utilizzano AI (circa il 20%), di cui 47 AI native.
Il VeM evidenzia anche una crescita importante dei deal chiusi da realtà nate come spin-off di ricerca a conferma di un trend in crescita delle attività di trasferimento tecnologico. Intesa Sanpaolo Innovation Center partecipa come investitore a 2 iniziative di Technology Transfer nei settori Sostenibilità con il fondo TT Tech4Planet e Aerospace con il fondo TT Galaxia attraverso il Fondo SEI (Sviluppo Ecosistemi di Innovazione) di Neva SGR, interamente sottoscritto da Intesa Sanpaolo Innovation Center.
Sullo sfondo, Pagetti ha collegato le opportunità per startup e scaleup allanuova strategia europea che mira a rendere l’Europa un ambiente più competitivo rispetto a Stati Uniti e Asia per la crescita di imprese innovative (“Choose Europe to Start and Scale”) e a strumenti come l’armonizzazione normativa (incluso il cosiddetto 28° regime) e il rafforzamento dei canali di finanziamento per le fasi avanzate. L’obiettivo di fondo è chiaro: sostenere la crescita di startup e scaleup europee per rafforzare la sovranità tecnologica dell’Unione, riducendo la dipendenza da altri ecosistemi globali.
Il Gruppo Intesa Sanpaolo lo scorso febbraio ha presentato ai mercati il suo Piano d’Impresa 2026-29, rinnovando l’impegno a promuovere l'innovazione. Il piano prevede, grazie alle attività Intesa Sanpaolo Innovation Center, il rafforzamento dell'offerta rivolta a start-up e scale-up, fornendo innovation advisory e servizi di business transformation e abilitando iniziative di ecosistema.